La mia recensione
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Leggere 'CecitΓ ' non Γ¨ semplicemente leggere un libro; Γ¨ un'esperienza sensoriale, quasi un'immersione forzata in un incubo a occhi aperti β o forse sarebbe meglio dire, a occhi chiusi. Saramago non ti prende per mano, ti lancia dritto dentro un baratro di buio e disperazione, dove l'unica luce Γ¨ la torcia intermittente di un'umanitΓ che lotta per non spegnersi del tutto. Il tono emotivo Γ¨ una cappa pesante, un'angoscia strisciante che si infiltra sotto la pelle, facendoti sentire il disagio, la fame, la paura e persino l'odore acre del corpo umano ammassato e abbandonato. CiΓ² che rende questo libro profondamente 'umano' Γ¨ proprio la sua capacitΓ di spogliarci di ogni convenzione, di ogni pretesa di civiltΓ , mostrandoci la nuda e cruda natura umana quando ogni filtro sociale viene a mancare. Γ un pugno nello stomaco che ti costringe a guardare il volto piΓΉ brutale della sopravvivenza, ma anche le scintille inaspettate di altruismo e resistenza. Saramago si distingue per la sua prosa ipnotica, quasi priva di punteggiatura nel dialogo e con personaggi senza nome, un flusso ininterrotto che ti risucchia e ti fa perdere l'orientamento, proprio come i suoi protagonisti accecati. Non Γ¨ solo una storia, Γ¨ un monito, un esperimento sociale crudele ma necessario, che continua a risuonare con una potenza disarmante.
Attenzione: Spoiler Trama
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Il vero, devastante 'spoiler' di 'CecitΓ ' non Γ¨ tanto la cecitΓ collettiva in sΓ©, quanto la sua rapida e brutale evoluzione in un'anarchia di degrado totale. La quarantena coatta dei ciechi, e il conseguente collasso di ogni minima struttura sociale e morale, trasforma la lettura da una riflessione sulla perdita di un senso fisico a un'esplorazione agghiacciante della disumanizzazione. La comparsa della violenza, dello stupro e della sopraffazione piΓΉ abietta, con l'unica donna vedente a testimoniare e a lottare per la dignitΓ , eleva il romanzo da un mero scenario distopico a una profonda, scomoda meditazione sulla fragilitΓ della civiltΓ e sulla responsabilitΓ individuale. Non Γ¨ la trama che cambia, ma la nostra percezione di cosa sia realmente l'uomo e di quanto sia sottile il velo che ci separa dalla barbarie.
π Il pensiero finale
"Dopo aver chiuso 'CecitΓ ', non vedi piΓΉ il mondo con gli stessi occhi. Γ un libro che ti acceca per farti vedere meglio, lasciandoti con la sensazione pungente che la vera cecitΓ non sia negli occhi, ma nell'anima."
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