La mia recensione
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Questo non Γ¨ il King dei mostri.
Γ il King delle persone. Ed Γ¨ forse quello piΓΉ spaventoso.
Dolores Claiborne Γ¨ un monologo: una donna anziana parla alla polizia e racconta la sua vita. Non cβΓ¨ narratore esterno, non ci sono capitoli tradizionali, non cβΓ¨ respiro. Solo la sua voce. E quella voce Γ¨ cosΓ¬ viva, cosΓ¬ concreta, che sembra di averla davanti.
Dolores non Γ¨ unβeroina. Non Γ¨ neanche simpatica. Γ dura, testarda, a tratti crudele. Ma Γ¨ reale. E mentre racconta del marito, del lavoro come domestica, della figlia, della violenza, delle scelte impossibiliβ¦ il romanzo diventa qualcosa di molto piΓΉ grande di un thriller: diventa una storia sulla sopravvivenza.
King qui fa una cosa rarissima: sparisce. Non ostenta stile, non costruisce suspense artificiale. Lascia che la veritΓ della voce di Dolores regga tutto. E regge, perchΓ© la sua storia Γ¨ fatta di miseria quotidiana, di ingiustizie sociali, di silenzi domestici che diventano prigioni.
Il vero orrore del libro non Γ¨ ciΓ² che Dolores fa.
Γ ciΓ² che Γ¨ stata costretta a sopportare prima.
E mentre ascolti la sua confessione, capisci che la morale qui non Γ¨ pulita. Non esiste bene puro, nΓ© male semplice. Esistono scelte fatte quando non hai alternative. Esiste il prezzo della libertΓ .
Attenzione: Spoiler Trama
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Dolores confessa di aver ucciso il marito anni prima, durante unβeclissi solare, per proteggere se stessa e soprattutto la figlia dagli abusi. Il romanzo ruota attorno a questa veritΓ taciuta per decenni. Non Γ¨ un colpo di scena: Γ¨ una liberazione tardiva, amara, inevitabile.
π Il pensiero finale
"Dolores Claiborne non ti chiede se approvi le sue scelte.
Ti chiede se hai il coraggio di capire perchΓ© le ha fatte.
E quando chiudi il libro, resta una sensazione inquietante:
a volte la giustizia non arriva.
A volte bisogna farsela.
E non sempre si esce puliti."
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