Il sosia
#Romanzo

Il sosia

di FΓ«dor Dostoevskij

5.0
2 min lettura
Il sosia
"
Questo Γ¨ uno dei libri piΓΉ disturbanti di Dostoevskij. Non per ciΓ² che accade, ma per come accade. Il protagonista, Jakov Petrovič Goljadkin, Γ¨ un uomo mediocre, impaurito, ossessionato dall’idea di rispettabilitΓ . Vive con il terrore dello sguardo altrui, del giudizio sociale, della propria inadeguatezza. E un giorno incontra se stesso. Letteralmente. Un sosia identico in tutto, ma con una differenza cruciale: Γ¨ ciΓ² che lui non riesce a essere. Il sosia Γ¨ spigliato, sicuro, manipolatore. Sa piacere. Sa mentire. Sa sopravvivere nel mondo degli uomini. E poco a poco non si limita a riflettere Goljadkin: lo sostituisce. Gli ruba il lavoro, le relazioni, la dignitΓ . Ma soprattutto gli ruba la certezza di esistere. Qui Dostoevskij anticipa Freud, Kafka, Pirandello. Il doppio non Γ¨ un altro: Γ¨ l’io rimosso, l’ombra, la parte che la coscienza non regge. La follia non arriva all’improvviso: cresce, frase dopo frase, sguardo dopo sguardo. Il lettore Γ¨ intrappolato nella mente del protagonista, e sente il terreno cedere lentamente. La scrittura Γ¨ volutamente claustrofobica, ripetitiva, quasi isterica. Non c’è conforto, non c’è ironia salvifica. Solo la lenta dissoluzione dell’identitΓ  sotto il peso della societΓ  e dell’autogiudizio.

Attenzione: Spoiler Trama

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Il sosia non viene mai realmente smascherato. Alla fine, Goljadkin Γ¨ l’unico a crollare. Che il doppio sia reale o frutto della sua mente non importa piΓΉ: la frattura Γ¨ avvenuta. L’uomo viene internato, e con lui svanisce l’illusione di un io unitario.
Cosa mi Γ¨ piaciuto
β€’ Analisi psicologica spietata. β€’ Anticipa temi fondamentali del Novecento. β€’ Angoscia costruita con precisione chirurgica. β€’ Uno dei ritratti piΓΉ riusciti della paranoia sociale.
Cosa non mi ha convinto
β€’ Stile volutamente ripetitivo e oppressivo. β€’ Protagonista difficile da β€œamare”. β€’ Richiede pazienza emotiva.
πŸ’­ Il pensiero finale
"Il sosia ti lascia con una sensazione inquietante: forse non siamo uno, forse siamo un compromesso instabile tra ciΓ² che siamo e ciΓ² che fingiamo di essere. E quando quel compromesso salta, non nasce un altro uomo. Nasce il vuoto."
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