La mia recensione
"
Questo non Γ¨ un racconto dellβorrore.
Γ una rivelazione che spezza lβorgoglio umano.
Lovecraft prende la scienza β la spedizione, i geologi, i biologi, la razionalitΓ β e la porta nel luogo dove la ragione non basta piΓΉ. LβAntartide, bianca, muta, immensa, diventa il teatro di qualcosa che non dovrebbe essere conosciuto. Non perchΓ© sia malvagio, ma perchΓ© Γ¨ troppo antico, troppo vasto, troppo indifferente.
Qui lβorrore non Γ¨ il mostro che ti salta addosso.
Γ la consapevolezza che lβuomo Γ¨ un incidente recente, un episodio marginale in una storia cosmica che non lo riguarda.
Le rovine ciclopiche, le cittΓ sepolte nel ghiaccio, le entitΓ pre-umane: tutto Γ¨ descritto con un tono quasi documentaristico, freddo, scientifico. Ed Γ¨ proprio questa freddezza che rende il tutto insopportabile. Non cβΓ¨ isteria. CβΓ¨ luciditΓ . E la luciditΓ , davanti allβabisso, Γ¨ piΓΉ terrificante del panico.
Il vero tema del libro Γ¨ la conoscenza come dannazione. Sapere non libera: ridimensiona, schiaccia, umilia. La mente umana, progettata per dare senso, si trova di fronte a una realtΓ che non ha alcun interesse per il senso.
Attenzione: Spoiler Trama
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La spedizione scopre che sulla Terra, milioni di anni prima dellβuomo, esisteva una civiltΓ aliena avanzatissima, creatrice della vita terrestre come esperimento. Gli esseri umani non sono il centro della storia: sono un sottoprodotto. E ciΓ² che ancora si muove, laggiΓΉ nel gelo, non Γ¨ nemmeno ostileβ¦ Γ¨ semplicemente ancora vivo.
π Il pensiero finale
"Dopo questo libro, guardare il cielo non Γ¨ piΓΉ la stessa cosa.
PerchΓ© capisci che lβuniverso non Γ¨ oscuro perchΓ© Γ¨ vuoto,
ma perchΓ© Γ¨ indifferente.
E lβuomo, con tutta la sua storia,
non Γ¨ che una nota a margine
nel diario di qualcosa di immensamente piΓΉ antico."
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