Le montagne della follia
#Horror #Fantascienza #Weird

Le montagne della follia

di H. P. Lovecraft

4.8
2 min lettura
Le montagne della follia
"
Questo non Γ¨ un racconto dell’orrore. È una rivelazione che spezza l’orgoglio umano. Lovecraft prende la scienza – la spedizione, i geologi, i biologi, la razionalitΓ  – e la porta nel luogo dove la ragione non basta piΓΉ. L’Antartide, bianca, muta, immensa, diventa il teatro di qualcosa che non dovrebbe essere conosciuto. Non perchΓ© sia malvagio, ma perchΓ© Γ¨ troppo antico, troppo vasto, troppo indifferente. Qui l’orrore non Γ¨ il mostro che ti salta addosso. È la consapevolezza che l’uomo Γ¨ un incidente recente, un episodio marginale in una storia cosmica che non lo riguarda. Le rovine ciclopiche, le cittΓ  sepolte nel ghiaccio, le entitΓ  pre-umane: tutto Γ¨ descritto con un tono quasi documentaristico, freddo, scientifico. Ed Γ¨ proprio questa freddezza che rende il tutto insopportabile. Non c’è isteria. C’è luciditΓ . E la luciditΓ , davanti all’abisso, Γ¨ piΓΉ terrificante del panico. Il vero tema del libro Γ¨ la conoscenza come dannazione. Sapere non libera: ridimensiona, schiaccia, umilia. La mente umana, progettata per dare senso, si trova di fronte a una realtΓ  che non ha alcun interesse per il senso.

Attenzione: Spoiler Trama

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La spedizione scopre che sulla Terra, milioni di anni prima dell’uomo, esisteva una civiltΓ  aliena avanzatissima, creatrice della vita terrestre come esperimento. Gli esseri umani non sono il centro della storia: sono un sottoprodotto. E ciΓ² che ancora si muove, laggiΓΉ nel gelo, non Γ¨ nemmeno ostile… Γ¨ semplicemente ancora vivo.
Cosa mi Γ¨ piaciuto
β€’ Costruzione dell’atmosfera lenta e implacabile. β€’ Visione cosmica di una potenza filosofica enorme. β€’ Fusione perfetta tra scienza e orrore metafisico. β€’ Uno dei testi piΓΉ maturi di Lovecraft.
Cosa non mi ha convinto
β€’ Stile volutamente ridondante e descrittivo. β€’ Ritmo lento nella prima parte. β€’ Emozione fredda, non empatica.
πŸ’­ Il pensiero finale
"Dopo questo libro, guardare il cielo non Γ¨ piΓΉ la stessa cosa. PerchΓ© capisci che l’universo non Γ¨ oscuro perchΓ© Γ¨ vuoto, ma perchΓ© Γ¨ indifferente. E l’uomo, con tutta la sua storia, non Γ¨ che una nota a margine nel diario di qualcosa di immensamente piΓΉ antico."
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