Il signore delle mosche
#Romanzo #Distopico

Il signore delle mosche

di William Golding

5.0
2 min lettura
Il signore delle mosche
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Questo libro parte come un’avventura e finisce come una rivelazione crudele. Un gruppo di bambini, un’isola deserta, l’idea ingenua che, senza adulti, regneranno libertΓ  e gioco. Ma Golding ti toglie subito ogni illusione: sotto la civiltΓ  non c’è innocenza, c’è solo una sottile crosta. E basta poco perchΓ© si rompa. Il signore delle mosche Γ¨ un esperimento sull’animo umano. Mette creature β€œpure” in una condizione di libertΓ  assoluta e osserva cosa accade. E ciΓ² che accade Γ¨ la nascita del potere, della paura, del capro espiatorio, del culto, della violenza rituale. La bestia che i ragazzi temono non Γ¨ sull’isola: Γ¨ dentro di loro. Golding scrive con una chiarezza quasi biblica. Ogni personaggio incarna una forza primordiale: la ragione, l’istinto, la violenza, la spiritualitΓ  fragile, la massa. E il vero orrore non Γ¨ il sangue, ma la normalitΓ  con cui tutto degenera. Non c’è un grande cattivo. C’è solo la progressiva rinuncia alla responsabilitΓ  morale. Il titolo stesso Γ¨ una dichiarazione: il β€œSignore delle Mosche” Γ¨ una divinitΓ  rovesciata, una parodia di Dio, un idolo fatto di paura e putrefazione. È ciΓ² che nasce quando l’uomo perde il senso del limite e trasforma il terrore in religione.

Attenzione: Spoiler Trama

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La β€œbestia” si rivela essere un cadavere. Ma ormai Γ¨ tardi: i ragazzi hanno giΓ  creato il mito, il rito, il sacrificio. Quando la violenza esplode, non Γ¨ piΓΉ possibile tornare indietro. Il salvataggio finale arriva, sΓ¬, ma su un mondo giΓ  corrotto: l’infanzia Γ¨ finita, per sempre.
Cosa mi Γ¨ piaciuto
β€’ Allegoria potentissima sulla natura umana. β€’ Personaggi simbolici ma profondamente credibili. β€’ Tensione psicologica crescente, quasi insopportabile. β€’ Uno dei romanzi piΓΉ onesti sulla violenza insita nell’uomo.
Cosa non mi ha convinto
β€’ Spietato, privo di consolazione. β€’ PuΓ² risultare disturbante nella sua luciditΓ .
πŸ’­ Il pensiero finale
"Questo libro ti sussurra una veritΓ  scomoda: la civiltΓ  non ci rende buoni, ci rende solo addestrati. E quando le regole cadono, la bestia non compare. Si libera."
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