La mia recensione
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Questo Γ¨ forse il romanzo piΓΉ inquietante che Dick abbia mai scritto.
Non per i mostri, non per la violenza, ma per unβidea che ti resta addosso come un tarlo:
e se Dio fosse qualcosa di freddo, alieno, indifferente⦠e fosse già dentro di noi?
In un futuro in cui lβumanitΓ vive stipata in colonie misere su pianeti ostili, la salvezza Γ¨ una droga: la Can-D, che permette di fuggire in unβallucinazione collettiva, condivisa, dove si puΓ² ancora essere felici, belli, amati. Ma arriva Palmer Eldritch, tornato dallo spazio profondo, con una nuova sostanza: la Chew-Z. E questa non ti fa solo sognare. Ti prende.
Con Eldritch entra in scena qualcosa che non Γ¨ piΓΉ umano: una presenza che invade la percezione, la volontΓ , il concetto stesso di identitΓ . Le βstimmateβ non sono ferite fisiche, ma segni di una possessione ontologica. Chi entra nel suo dominio non sa piΓΉ se Γ¨ vivo, morto, libero, o solo una proiezione.
Il vero orrore Γ¨ che non cβΓ¨ ribellione possibile.
Non cβΓ¨ rivoluzione.
Non cβΓ¨ risveglio.
PerchΓ© se la realtΓ stessa Γ¨ manipolabile, se Dio Γ¨ unβentitΓ che si insinua nei pensieri, allora la libertΓ Γ¨ solo unβaltra illusione chimica.
Questo libro non parla di droga.
Parla di controllo metafisico.
Del terrore che la coscienza non sia sovrana nemmeno di se stessa.
Attenzione: Spoiler Trama
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Palmer Eldritch non Γ¨ solo un uomo: Γ¨ diventato un vettore di una presenza aliena che colonizza le menti. Chi assume la Chew-Z entra in un universo dove Eldritch Γ¨ ovunque, eterno, ineludibile. Non cβΓ¨ morte, ma non cβΓ¨ nemmeno vita: solo una continuazione infinita sotto lo sguardo di qualcosa che ti osserva dallβinterno. La realtΓ non viene distrutta: viene assorbita.
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