La guerra dei mondi
#Fantascienza #Distopico #Horror

La guerra dei mondi

di Herbert George Wells

4.5
2 min lettura
La guerra dei mondi
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La guerra dei mondi Γ¨, prima di tutto, un’umiliazione cosmica. Non un’avventura eroica, non un trionfo dell’ingegno umano, ma il racconto di quanto siamo piccoli quando l’universo smette di ignorarci e decide di guardarci davvero. Wells compie un gesto geniale e crudele: prende l’Inghilterra vittoriana, convinta di essere il centro del progresso e della civiltΓ , e la mette nella posizione che essa stessa aveva riservato ai popoli colonizzati. Gli umani diventano gli indigeni, i Marziani gli invasori tecnologicamente superiori. Non c’è gloria nella resistenza: solo panico, fuga, disgregazione. Il vero orrore non sono i tripodi o i raggi ardenti, ma il crollo psicologico collettivo. In poche pagine la fiducia nel progresso, nella scienza, nell’ordine sociale si sgretola. Le folle diventano masse in fuga, la razionalitΓ  si dissolve, l’egoismo e la paura emergono nudi. Il narratore non Γ¨ un eroe: Γ¨ un uomo qualunque, che osserva il mondo finire e cerca solo di restare vivo. Questo rende tutto piΓΉ reale, piΓΉ disturbante. Non c’è epica: c’è vulnerabilitΓ . E soprattutto c’è un’idea che ancora oggi fa tremare: noi non siamo i padroni della Terra per diritto naturale, ma solo per una momentanea combinazione di condizioni favorevoli. Se qualcosa di piΓΉ antico, piΓΉ intelligente, piΓΉ spietato arrivasse… saremmo solo bestiame tecnologicamente inferiore.

Attenzione: Spoiler Trama

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I Marziani sbarcano in Inghilterra con macchine colossali e armi inarrestabili. L’esercito umano viene annientato, le cittΓ  distrutte, la popolazione in fuga. La civiltΓ  collassa in pochi giorni. Non Γ¨ l’ingegno umano a salvarci: i Marziani muoiono per colpa di batteri terrestri contro cui non hanno difese. L’umanitΓ  sopravvive non perchΓ© piΓΉ forte, ma perchΓ© biologicamente β€œsporca”. Una salvezza casuale, quasi umiliante.
Cosa mi Γ¨ piaciuto
β€’ Ribaltamento radicale dell’orgoglio umano. β€’ Atmosfera apocalittica costruita con luciditΓ  e tensione. β€’ Metafora potentissima del colonialismo e della fragilitΓ  della civiltΓ . β€’ Ancora oggi inquietantemente attuale.
Cosa non mi ha convinto
β€’ Personaggi piΓΉ funzionali che profondamente psicologici. β€’ Alcune descrizioni scientifiche oggi datate. β€’ Finale anti-eroico che puΓ² lasciare spiazzati.
πŸ’­ Il pensiero finale
"La guerra dei mondi ti toglie una certezza fondamentale: che l’uomo sia il vertice naturale dell’esistenza. Dopo Wells, l’universo non Γ¨ piΓΉ una casa costruita per noi, ma uno spazio immenso in cui, per ora, abbiamo solo avuto la fortuna di non essere notati."
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