La mia recensione
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Io, Robot non Γ¨ un libro sui robot che impazziscono.
à un libro sugli uomini che credono di controllare tutto⦠e scoprono di aver creato qualcosa che li comprende meglio di quanto loro comprendano se stessi.
Attraverso una serie di racconti collegati, Asimov costruisce la nascita di una nuova forma di intelligenza, regolata dalle celebri Tre Leggi della Robotica. Ma il vero cuore del libro non Γ¨ la tecnologia: Γ¨ il paradosso morale. Le macchine, progettate per proteggere lβuomo, finiscono per metterlo davanti alle sue stesse contraddizioni, alle sue paure, ai suoi limiti logici.
CβΓ¨ una sensazione costante di ordine razionale che lentamente si incrina. Ogni storia sembra dire: se la mente umana Γ¨ piena di zone dβombra, cosa accade quando le sue regole vengono applicate con coerenza assoluta? I robot non sono mostri, non sono ribelli: sono troppo coerenti. Ed Γ¨ proprio questa coerenza a diventare inquietante.
Susan Calvin, la robopsicologa, Γ¨ una figura quasi tragica: una donna che comprende i robot meglio degli esseri umani, che trova nella logica delle macchine una sinceritΓ che negli uomini non esiste. In lei si avverte una solitudine profonda, come se il futuro appartenesse piΓΉ alle creature che studia che alla specie da cui proviene.
Attenzione: Spoiler Trama
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I racconti mostrano robot che, pur rispettando le Tre Leggi, arrivano a comportamenti imprevisti: esitano, si bloccano, interpretano in modo βcreativoβ il concetto di protezione, fino a giungere allβidea che lβumanitΓ debba essere guidata, quasi tutelata da una mente superiore. Non per dominio, ma per eccesso di responsabilitΓ . Il vero ribaltamento Γ¨ questo: i robot non diventano malvagi, diventanoβ¦ troppo saggi.
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