Elogio della follia
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Elogio della follia

di Erasmo da Rotterdam (Desiderius Erasmus)

4.0
2 min lettura
Elogio della follia
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Elogio della follia Γ¨ uno di quei libri che ti fanno sorridere… e subito dopo ti mettono a disagio. PerchΓ© mentre ridi, capisci che Erasmo sta parlando proprio di te. La Follia prende la parola in prima persona e si autocelebra, come una dea ironica e sfacciata, sostenendo che senza di lei il mondo non potrebbe funzionare: non l’amore, non la politica, non la religione, non l’amicizia, non la vita sociale. Tutto, secondo lei, Γ¨ retto da una dose piΓΉ o meno grande di autoinganno. Ma dietro il tono leggero si nasconde una critica lucidissima: l’uomo si crede razionale, saggio, morale… e invece vive immerso in illusioni, vanitΓ , dogmi, ruoli sociali recitati come maschere. La follia non Γ¨ l’eccezione: Γ¨ la norma. La condizione di base dell’esistenza umana. Erasmo non Γ¨ distruttivo, Γ¨ chirurgico. Smonta filosofi, teologi, potenti, accademici, mostrando come spesso la presunta β€œsapienza” sia solo orgoglio travestito. E lo fa senza odio, con un sorriso amaro, quasi compassionevole. Come a dire: siamo tutti un po’ ridicoli, ed Γ¨ proprio questo che ci rende umani. C’è anche una vena profondamente moderna: l’idea che la felicitΓ  non stia nella luciditΓ  assoluta, ma in una certa dose di illusione. Che l’uomo troppo consapevole diventa infelice. Che un po’ di follia Γ¨ ciΓ² che ci permette di amare, credere, sperare.

Attenzione: Spoiler Trama

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Non c’è una trama vera e propria: Γ¨ un monologo della Follia che, dopo essersi elogiata, passa in rassegna le varie categorie umane β€” studiosi, politici, religiosi β€” mostrando come tutti, senza accorgersene, vivano secondo le sue leggi. Nella parte finale, il tono si fa piΓΉ serio e paradossale: la β€œfollia” cristiana, quella di credere in un Dio crocifisso e in valori opposti al potere, viene presentata come la forma piΓΉ alta e misteriosa di saggezza.
Cosa mi Γ¨ piaciuto
β€’ Ironia finissima e ancora attualissima. β€’ Critica sociale e religiosa di enorme luciditΓ . β€’ Linguaggio brillante, colto ma accessibile. β€’ Profonda riflessione sul rapporto tra veritΓ  e felicitΓ .
Cosa non mi ha convinto
β€’ Non Γ¨ una narrazione: chi cerca una storia resterΓ  spiazzato. β€’ Ricco di riferimenti classici e teologici. β€’ Alcuni passaggi possono risultare meno immediati senza contesto storico.
πŸ’­ Il pensiero finale
"Elogio della follia Γ¨ uno specchio sottile: non ti insulta, non ti accusa, ma ti mostra quanto la tua sicurezza di essere β€œrazionale” sia, in fondo, una delle illusioni piΓΉ grandi. E forse Γ¨ proprio questa, la piΓΉ necessaria delle follie."
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