La mia recensione
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Elogio della follia è uno di quei libri che ti fanno sorridere⦠e subito dopo ti mettono a disagio.
PerchΓ© mentre ridi, capisci che Erasmo sta parlando proprio di te.
La Follia prende la parola in prima persona e si autocelebra, come una dea ironica e sfacciata, sostenendo che senza di lei il mondo non potrebbe funzionare: non lβamore, non la politica, non la religione, non lβamicizia, non la vita sociale. Tutto, secondo lei, Γ¨ retto da una dose piΓΉ o meno grande di autoinganno.
Ma dietro il tono leggero si nasconde una critica lucidissima: lβuomo si crede razionale, saggio, moraleβ¦ e invece vive immerso in illusioni, vanitΓ , dogmi, ruoli sociali recitati come maschere. La follia non Γ¨ lβeccezione: Γ¨ la norma. La condizione di base dellβesistenza umana.
Erasmo non Γ¨ distruttivo, Γ¨ chirurgico. Smonta filosofi, teologi, potenti, accademici, mostrando come spesso la presunta βsapienzaβ sia solo orgoglio travestito. E lo fa senza odio, con un sorriso amaro, quasi compassionevole. Come a dire: siamo tutti un poβ ridicoli, ed Γ¨ proprio questo che ci rende umani.
CβΓ¨ anche una vena profondamente moderna: lβidea che la felicitΓ non stia nella luciditΓ assoluta, ma in una certa dose di illusione. Che lβuomo troppo consapevole diventa infelice. Che un poβ di follia Γ¨ ciΓ² che ci permette di amare, credere, sperare.
Attenzione: Spoiler Trama
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Non cβΓ¨ una trama vera e propria: Γ¨ un monologo della Follia che, dopo essersi elogiata, passa in rassegna le varie categorie umane β studiosi, politici, religiosi β mostrando come tutti, senza accorgersene, vivano secondo le sue leggi. Nella parte finale, il tono si fa piΓΉ serio e paradossale: la βfolliaβ cristiana, quella di credere in un Dio crocifisso e in valori opposti al potere, viene presentata come la forma piΓΉ alta e misteriosa di saggezza.
π Il pensiero finale
"Elogio della follia Γ¨ uno specchio sottile: non ti insulta, non ti accusa, ma ti mostra quanto la tua sicurezza di essere βrazionaleβ sia, in fondo, una delle illusioni piΓΉ grandi.
E forse Γ¨ proprio questa, la piΓΉ necessaria delle follie."
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