La mia recensione
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Il fu Mattia Pascal è la storia di un uomo che muore⦠senza morire.
Ed Γ¨ proprio in questa contraddizione che Pirandello scava fino allβosso.
Mattia Γ¨ un uomo qualunque, soffocato da unβesistenza che non sente sua: un matrimonio sbagliato, una suocera opprimente, un lavoro senza senso, una vita che gli Γ¨ capitata addosso piΓΉ che scelta. Quando il caso gli offre la possibilitΓ di essere creduto morto, coglie lβoccasione come una liberazione: puΓ² rinascere, diventare un altro, cancellare il passato.
Ma la libertΓ assoluta, scopre, Γ¨ unβillusione.
Senza unβidentitΓ riconosciuta, senza un nome che ti leghi al mondo, non sei libero: sei inesistente.
Pirandello racconta con ironia amara che lβuomo non Γ¨ mai davvero se stesso: Γ¨ sempre il risultato dello sguardo degli altri, delle convenzioni, dei ruoli sociali. E quando provi a liberartene, ti accorgi che senza quelle maschere non sai piΓΉ nemmeno chi sei.
Il romanzo Γ¨ attraversato da un senso di solitudine profonda: Mattia non appartiene piΓΉ a nulla, Γ¨ vivo ma giΓ βfuβ. E questa condizione sospesa, nΓ© vita nΓ© morte, diventa la metafora dellβesistenza moderna, dove lβidentitΓ Γ¨ fragile, instabile, continuamente in crisi.
Attenzione: Spoiler Trama
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Creduto morto dopo il ritrovamento di un cadavere scambiato per il suo, Mattia assume una nuova identitΓ : Adriano Meis. Ma vivere senza passato significa anche non poter amare, non poter denunciare, non poter essere riconosciuto legalmente. Γ un fantasma civile. Alla fine sceglie di βmorireβ una seconda volta e tornare al paese natale, scoprendo perΓ² che la sua vecchia vita Γ¨ andata avanti senza di lui: la moglie si Γ¨ risposata, tutto Γ¨ cambiato. Rimane cosΓ¬ prigioniero di una terza condizione: non piΓΉ vivo per il mondo, non davvero morto, solo βil fuβ Mattia Pascal.
π Il pensiero finale
"Il fu Mattia Pascal Γ¨ il romanzo di chi sogna di ricominciare da zero e scopre che senza radici non si vola: si svanisce.
Γ una meditazione dolente su una veritΓ scomoda: non siamo mai soltanto noi stessi, ma ciΓ² che gli altri credono che siamo."
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